Le tradizioni pasquali sulle tavole lombarde / The Easter traditions on the tables of Lombardy

Postato il 16 April 2014

Enogastronomia
16/04/2014 to30/04/2014
16/04/2014 to30/04/2014

Pasqua è il periodo che viene subito dopo la Quaresima, ed è dunque il momento in cui dovrebbe cessare il “digiuno”; per questo motivo, è un momento in cui usciti dalla “privazione” , ci si sbizzarrisce con numerose ricette nelle quali non possono mancare diverse varietà di dolci, spesso semplici, ma che fanno parte del patrimonio storico-culturale italiano.

In primis: “Lo sapevate che la colomba ha origini lombarde?” Secondo la leggenda, verso la metà del VI secolo quando, durante l’assedio di Pavia da parte di Re Alboino, lo stesso si vide offrire un dolce a forma di colomba in segno di pace. La storia recente è forse quella più realistica, che vede nei primi del ‘900 un’azienda milanese di dolciumi, creare un dolce simile al panettone, ma con un aspetto decisamente legato alla Pasqua: nasce così la Colomba come la conosciamo noi oggi, un soffice dolce lievitato, arricchito da canditi e da una croccante copertura di zucchero e mandorle. Noi abbiamo già una certa fame!

A Bergamo invece, sulle tavole “pasquali” e in altre occasioni speciali, si usava consumare la «Schisciola», una specie di ciambella cotta alla brace in un’apposita pentola di ferro: un piatto meno famoso della Colomba, ma comunque gustoso.

Il Bussolano è invece il dolce popolare per le festività pasquali mantovane: la ciambella preparata con semplici ingredienti e profumata con una goccia di Marsala.

Nelle zone comprese tra la provincia di Milano, Monza e Lecco, la “turta dei paisan” è il dolce tradizionale al sapore di latte e cacao: a Pasqua viene prodotta a forma di campana!

La Resta è il dolce legato alla tradizione comasca, tipico della domenica delle Palme: al suo interno viene infilato (nella pasta prima della cottura) un ramoscello d’ulivo, mentre all’esterno della pagnotta viene disegnata una spiga, anche detta “resta”. Se passate per le vie lariane, sentirete uscire dalle panetterie e dalle pasticcerie un buon profumo di pane dolce.

Noi ci sentiamo già “ingrassati”, ma volete sapere la “più sincera verità”? Molto felici!

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Easter is the period immediately after Lent and so it’s the time to stop the ‘fasting’; so that’s why, after the ‘sacrifice’, people have fun with various recipes in which there are different varieties of sweets and cakes, often simple but part of the Italian historical-cultural heritage.

Firstly, did you know that the Colomba (traditional Easter cake) has Lombard origins?” According to legend, near the middle of the 6th century AD, during the siege of Pavia by King Alboin, he was offered a dove-shaped cake as a sign of peace. More recent history is perhaps more realistic. In the early 20th century, a Milanese sweetmeat company created a cake similar to a panettone but with a decidedly Easter look. This was the start of the Colomba as we know it today – a soft leavened (there is yeast in the dough) cake, enriched by candied peel and a crunchy top of sugar and almonds. We’re already beginning to feel hungry!

In Bergamo, the custom was to put the Schisciola on the tables for ‘Easter’ and other special occasions. This is a sort of doughnut cooked on the grill in a special iron saucepan. It’s less famous than the Colomba but still tasty.

The Bussolano is the popular cake for Easter in Mantua. It’s a doughnut prepared with simple ingredients and scented with a drop of Marsala.

The turta dei paisan is the traditional cake with a taste of milk and cocoa in the areas between the provinces of Milan, Monza and Lecco; at Easter it’s made in the shape of a bell!

The Resta is the cake linked to the tradition of Como, typical of Palm Sunday. An olive branch is put into the dough before it’s cooked and an ear (of wheat), also known as ‘resta’, is drawn on the outside. On the Larian side, a lovely smell of sweet bread comes from the bakeries and patisseries.

We already feel ‘fatter’ but, to be honest, very happy!

La “raspadura” – tradizione lodigiana / ‘Raspadura’ – a tradition from Lodi

Postato il 2 April 2014

Enogastronomia
02/04/2014 to02/04/2015
02/04/2014 to02/04/2015

La lodigiana è una cucina all’insegna della semplicità, fatta di zuppe, polenta, salumi e formaggi. In sostanza, una gastronomia che rispecchia la vocazione agricola del Lodigiano; ma è la “raspadura” la pietanza povera e regina della tavola lodigiana.

Ebbene si, la storia della “raspadura” si perde nella notte dei tempi: un tempo veniva considerata la pietanza povera della gente contadina.

Quando le forme di granone lodigiano non stagionavano benissimo e di conseguenza al primo taglio presentavano delle imperfezioni e difetti, allora si tagliava, o meglio raschiava, la parte “malata” con una grossa lama. Il risultato erano tanti fogli sottilissimi, petali di un formaggio giovane che per non scartarli, venivano offerti sulle tavole dei contadini.

Col passare del tempo la prelibatezza contadina acquistò importanza, tant’è che oggi è diventato un piatto che si presta agli abbinamenti gastronomici più disparati e che risulta essere da menù di ristorante stellato, per i palati più raffinati!

I riccioli non provengono più dalle forme “mal riuscite” di grana, ma da stagionature selezionate e  accompagnate da una lavorazione e raschiatura di mani esperte.

Insomma, ecco uno dei simboli gastronomici del Lodigiano che è un piacere gustare in ogni periodo dell’anno… Buon appetito!

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The cuisine of Lodi is simple, consisting of soups, polenta, cold meats and cheese. In essence, it’s food that reflects the agriculture calling of the Lodi area; but the ‘raspadura’ is the poor dish that is the queen of Lodi cuisine.

The history of the ‘raspadura’ is lost in the mists of time – it was once considered the poor food of peasants.

When the forms of granone lodigiano (a low-fat cheese considered the founder of the ‘grana’ dynasty) didn’t mature well and so showed imperfections and defects at the first cut, the ‘bad’ part was cut or, better, scraped away with a large blade. This produced lots of fine sheets, petals of a young cheese which, so that they wouldn’t be wasted, were offered on the peasants’ tables. As time has passed, the peasant delicacy has acquired importance to the extent that, today, it has become a dish that lends itself to the most varied gastronomic combinations and that is on the menu of top quality restaurants for the most sophisticated palates!

The curls no longer come from the ‘unsuccessful’ forms of grana but from selected seasoning and accompanied by processing and scraping by experts.

So, one of the gastronomic symbols of the Lodi area which is a pleasure to taste at any time of year. Enjoy your food!

“Tra vino e castelli” in Oltrepò Pavese / ‘Wine and castles’ in Oltrepò Pavese

Postato il 28 March 2014

Enogastronomia
28/03/2014 to31/03/2014
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28/03/2014 to31/03/2014
28/03/2014 to31/03/2014

In una ‘tiepida’ domenica di fine marzo, cosa c’è di meglio di un itinerario tra dolci colline pavesi coperte di vitigni e maestosi castelli per iniziare la stagione primaverile? Magari gustando profumati vini e gustosi piatti della tradizione…

Domenica 30 marzo è in programma una passeggiata panoramica di circa 6 km sui crinali dell’Oltrepò Pavese centrale, arricchita da visite guidate dal castello di Santa Giuletta al castello di Mornico Losanna, un’ interessante mini-conferenza sulla storia dei vitigni pavesi e appetitosa degustazione di risotti e vini nel Cantinone Medioevale del castello di Pietra de Giorgi.

Questa domenica indossiamo scarpe comode: ci aspetta un gustoso connubio tra storia, arte e cucina. Come da programma, dalla chiesa di Santa Giuletta si proseguirà lungo il percorso panoramico delle Cinque Strade per raggiungere la rocca Beccaria Giorgi dove, dopo la conferenza enologica, ci aspetterà una tavola imbandita. Dopo il pranzo si continuerà il cammino per raggiungere il castello di Mornico, che ci aprirà le porte per una visita nei suoi interni e nei preziosi giardini da cui godere una vista mozzafiato su tutte le colline circostanti. Non scordiamoci la macchina fotografica!

La partenza è prevista alle ore 10.00, con ritrovo davanti alla chiesa di Santa Giuletta (frazione Castello) ed è richiesta la prenotazione a CALYX Associazione Ricreativa Culturale, ai numeri di tel. 347-5894890 / 349-5567762 oppure al contatto mail calyx_pv@alice.it .

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What’s better on a mild Sunday of the end of March than a trip among the rolling hills of Pavia covered in vines and majestic castles to start the spring? Perhaps savouring perfumed wines and tasty traditional dishes.

On Sunday 30 March a panoramic walk of about 6 km along the ridges of the central Oltrepò Pavese is planned, enriched by guided tours from the castle of Santa Giuletta to that of Mornico Losanna. Then there will be an interesting mini-conference on the history of vines in the Pavia area and appetising tasting of risottos and wines in the ‘Cantinone Medioevale’ (large mediaeval cellar) of the castle of Pietra de Giorgi.

This Sunday we’ll wear comfy shoes and we’ll have a delightful combination of history, art and cuisine. As planned, we’ll continue along the panoramic path of the Cinque Strade (Five Roads), from the church of Santa Giuletta to reach Rocca (fortress) Beccaria Giorgi where, after the wine conference, a sumptuous meal awaits us. After lunch, we’ll continue our walk to the castle of Mornico, which will open its doors for a visit inside and to see the beautiful gardens from where there is a breath-taking view of the surrounding hills. Don’t forget the camera!

Departure is planned for 10.00 am, meeting in front of the church of Santa Giuletta (hamlet of Castello); please book at CALYX Associazione Ricreativa Culturale, Tel. +39 347-5894890/+39 349-5567762 or email at calyx_pv@alice.it.

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