Postato il 19 April 2012

Terme e Relax

Brescia, il foro romano del nord

Il cuore di Brixia è un palinsesto di epoche antiche, da dove emergono grandiose le testimonianze romane più importanti della Lombardia, circondate da ulteriori meraviglie. Le miniere di ferro infatti caratterizzano il retroterra collinare e montuoso della piana dove sorge la città. A partire da questa ricchezza, Brescia ha goduto di uno sviluppo eccezionale attraverso le epoche della sua storia: da quella romana a quella longobarda, dal dominio veneziano all’Unità d’Italia. È l’area di quello che era il castrum a detenere ancora oggi la palma di luogo più significativo e affascinante della città. Nata strategicamente sulla cima del colle Cidnéo e poi sviluppatasi ai suoi piedi, Brescia diviene colonia latina nell’89 avanti Cristo.

Nei due secoli successivi assurge a polo economico per la lavorazione dei metalli dando vita nel contempo agli edifici che ancora oggi la rendono il più importante complesso romano della Lombardia, i cui resti sono ben visibili nell’area del foro. A questa si accede dalla via dei Musei, che conserva l’andamento del decumano classico, collegamento tra il settore occidentale e quello orientale della città. Lungo 139 metri e largo 40, il foro era chiuso a nord dal tempio Capitolino, eretto sotto l’impero di Vespasiano nel I secolo dopo Cristo e parzialmente sepolto dagli smottamenti del sovrastante colle per poi rivenire scoperto a partire dal XIX secolo. Portato alla luce e parzialmente restaurato secondo i criteri dell’epoca, mostra ancora oggi la grandiosità dell’apparato architettonico, visibile soprattutto nell’imponente colonnato frontale e nei portali delle celle. A fianco del tempio è il teatro di cui sono visibili l’intatta scala romana per l’accesso alle parti alte e, dal vicino vicolo del Fontanone, alcuni resti della scena con preziosi elementi architettonici decorati.

Gli stati sono stati complicati dall’esistenza di un tessuto urbano che si è sovrapposto sino all’epoca moderna. Delimitava l’area a sud la cosiddetta curia, oggi visitabile entrando da un palazzo di piazzetta Labus: qui si può ammirare parzialmente l’interno dell’aula della basilica civile, di età Flavia (I sec d.C.) il cui prospetto esterno è riprodotto sulla facciata del palazzo. Ma la Brescia romana continua nel restaurato e limitrofo monastero di San Salavatore, detto di Santa Giulia. Fondato da Ansa (753), regina dei Longobardi e moglie di Desiderio, è un vasto complesso da sempre utilizzato come centro di cultura e arte. Oggi è occupato dal Museo della Città, che raccoglie tutti i materiali che illustrano i diversi aspetti storici, urbanistici e architettonici di Brescia e del suo territorio.

Qui sono testimoniate le tappe della romanizzazione dell’Agro bresciano, attraverso reperti come teste appartenenti a statue dedicate a divinità o personaggi nobili, fregi colonne e capitelli di templi o monumenti perduti e frammenti di mosaici. E ovviamente, la Vittoria alata, simbolo della città, splendida statua bronzea del I secolo.

Fanno parte del complesso anche la basilica di San Salvatore, considerata uno dei maggiori esempi di architettura altomedievale in Italia, eretta da Desiderio su una domus classica, e la romanica Santa Maria in Solario, l’antico oratorio del monastero, che ospita al suo interno anche la croce di Desiderio tempestata di gemme.

Dai resti romani dell’antica Brixia si forma l’immagine di una Brescia importante, che ha poi proseguito nella sua evoluzione storica. E uno dei testimoni più interessanti della grandezza di Brescia dopo la caduta dell’ impero è la Rotonda o Duomo Vecchio. A pianta circolare, costruita nel X secolo sopra la basilica paleocristiana di Santa Maria Maggiore del VI secolo, rivela all’interno un ampio vano centrale con presbiterio rialzato e bifore recentemente riportate alla luce. Di qui si accede alla cripta San Filastrio, struttura romanica costruita a partire dal IX secolo dopo Cristo.

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